Foglio bianco

Scopri come ho superato la paura del foglio bianco e iniziato a scrivere il mio primo romanzo grazie a quattro regole narrative, un obiettivo chiaro, personaggi definiti e un macro indice che mi ha salvato dal caos iniziale.


La paura del foglio bianco.

Tutti la conoscono, ma in pochi parlano di quanto sia paralizzante. Sei lì, davanti alla pagina immacolata, con l’idea di una storia che ti sta bruciando dentro e una disperata voglia di scrivere, pensi anzi sei convinto di averla in testa e che devi solo metterla nero su bianco. Eppure, non succede nulla. Per me, un professionista IT che nulla ha a che vedere con l’arte più antica e complessa del mondo, che si cimenta nella scrittura per la prima volta, quel vuoto è il simbolo di tutte le incognite: da dove comincio? La mia idea reggerà? E se il lettore non capisse? come faccio a incastrare tutte le idee?

Ecco come ho affrontato i miei primi giorni davanti al foglio word bianco: una storia in tesa e il nulla cosmico sul monitor del mio PC. Ti dice qualcosa?

Ho capito da li a poco che la paura non si sconfigge aspettando l’ispirazione. Si sconfigge con la struttura, le regole e la pianificazione. Ho dovuto smettere di vedere la scrittura come arte pura, una dote naturale e cominciare a vederla come un progetto: un sistema che ha bisogno di binari e parametri definiti prima di premere Invio. Nessuna fretta, un passo alla volta. Progettare, fissare dei pilastri e darsi una road map sono le fondamenta. Il “fare” arriverà da solo. Lo so, nel mio lavoro è così!!! perché non deve funzionare anche in questo progetto?

Quindi per prima cosa ho definito le regole narrative che chiamo semplicemente: “Vincoli”. Qualsiasi cosa scriva in questo documento word dal titolo Avevo altri piani dovrà seguire delle regole. Io ho scelto, forse inconsapevolmente, queste:

  • Tutto scritto al tempo presente
  • Tutto in prima persona, dal punto di vista del protagonista
  • Il protagonista non è onnisciente
  • Il nome del protagonista non dovrà mai essere rivelato

Il perché di queste regole lo spiegherò in un articolo ad hoc, per ora è importante sbloccare quel nulla bianco che mi illumina la faccia davanti al monitor. Queste quindi sono state le prime righe del mio libro. Si, lo giuro, ho premuto sul tasto elenco numerato e ho scritto le 4 regole. Niente di più.

Certo non un granché penserete voi, ma per me è stato il modo per darmi sicurezza ( anche se a volte le ho odiate durante la stesura dei capitoli ) la spinta per eliminare parte del bianco del primo foglio.

Se non definisci i tuoi limiti, il foglio bianco ti inghiottirà. Questi erano i miei confini dove potevo cominciare a muovermi liberamente senza la paura di sbagliare la forma e non ritrovarmi ad un certo punto a rivedere e correggere quanto scritto.

Ma non è abbastanza, purtroppo. Definire le regole narrative è solo metà del lavoro. La vera arma contro l’ansia da prestazione del foglio bianco non è solo come, ma il cosa scrivere. E, per quanto l’idea di massima ce l’hai in testa, se non la scrivi non riuscirai mai a farla partire.

Per evitare di perdermi dopo il primo capitolo, ritrovandomi con un protagonista che cambia idea e una trama che non ha più senso dopo due pagine, appena sotto i quattro vincoli, ho messo per iscritto tre paragrafi che poi sarebbero risultati essenziali:

  • Obiettivo: Non è un riassunto per i lettori, ma il mio manifesto di intenti. Ho scritto esattamente dieci righe che definiscono l’anima della storia, riassumendo l’idea principale. Queste righe sono state il mio faro: ogni volta che mi sento bloccato, rileggevo il mio obiettivo. Se una scena non serve a portare avanti l’obiettivo delle 10 righe, viene tagliata, modificata o messa in stand by in attesa di ripassarci sopra in seguito.
  • Descrizione dei personaggi: ho bisogno di conoscere e ricordare le mie figure chiave. Ho stabilito i loro nomi, i loro tratti caratteriali, i loro volti e le loro motivazioni e, soprattutto, i loro difetti. Sapere che un personaggio è cinico, divertente, troppo fiducioso mi ha aiutato a caratterizzarli ed immaginarli nei contesti facendoli muovere e interagire con il mio mondo in maniera lineare, verosimile e coerente. So cosa avrebbero detto o fatto in ogni circostanza, eliminando l’incertezza e facilitando la scrittura.
  • Il macro indice: È la spina dorsale del libro, è facile scriverla ma è difficile immaginarla. Personalmente ho stilato una lista degli eventi obbligatori della trama, un indice di massimo livello: l’inizio, il momento di svolta, il climax e la conclusione. Senza dettagli, ma la mappa della storia. Questo macro indice ha indirizzato il lavoro e mi ha dato la tranquillità di sapere che, anche scrivendo lentamente e con fatica, potevo procedere verso una meta prestabilita e non vagare alla cieca.

La paura del foglio bianco svanisce quando capisci che non sei chiamato a fare un miracolo ogni giorno, ma a seguire una mappa che hai disegnato tu stesso. Le mie regole fisse e i miei tre punti fermi — L’obiettivo in dieci righe, i personaggi definiti e il Macro Indice — mi hanno trasformato da sognatore bloccato a pianificatore sereno. Se sono riuscito a mettere in moto un progetto complesso come Avevo altri piani partendo da zero, lo puoi fare anche tu.

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